ZOE WHITTALL – “Gente per bene”

“E’ sempre stato un esemplare della categoria ‘bravi/uomini – iniziò a contare con le dita – “uno, è favorevole all’aborto; due, fa donazioni alla casa rifugio per le donne ogni anno; tre, da quando facevo la prima elementare mi ha cresciuto propinandomi ‘ le ragazze possono diventare quello che vogliono’!” Si era messa a sedere adesso e urlava e usava le mani per dare enfasi. “Mi ha insegnato come difendermi da un molestatore! Mi ha letto la biografia di Gloria Steinem!”

L’autrice Zoe Whittall nel suo romanzo “Gente per bene” affronta un argomento di cui negli ultimi tempi si è molto discusso: le molestie sessuali.

La Whittall racconta la storia di George Woodbury, un insegnante socievole, marito e padre amato, arrestato per molestie sessuali in una prestigiosa scuola superiore privata, accusa che colpisce non solo George Woodbury, ma anche tutta la sua famiglia. Sua moglie, Joan, infermiera incredula e frastornata dalla vicenda incresciosa capitata al marito vacilla tra il rifiuto della realtà e la rabbia; la figlia Sadie, diciassettenne, una studentessa di eccezionale bravura frequenta la scuola superiore, ma in seguito alla spiacevole vicenda del padre si trasforma in una pària; il figlio Andrew avvocato, collabora alla difesa del padre e resiste ai dolorosi ricordi della sua adolescenza e poi c’è Clara la sorella di Joan, Emilie la mamma di Jimmy (il fidanzato di Sadie); uno scrittore locale, Kevin, che tenta di trarre vantaggi dalla storia della famiglia Woodbury e per finire Dorothy, la segretaria scolastica, un’inverosimile attivista dei diritti degli uomini, che cerca di coinvolgere Sadie nella loro causa.

Improvvisamente il perfetto marito, padre ed insegnante George Woodbury, membro rispettabile della comunità di cui fa parte, viene accusato di un reato impensabile, aver molestato e tentato di stuprare alcune studentesse durante una gita scolastica e a tale notizia diffusa dai media, la comunità si divide in seguito a questo evento traumatico ed inaspettato. La famiglia Woodbury è costretta a rimettere insieme i cocci della propria vita e cercare di capire come fare per poter andare avanti, chiedendosi se continuare a fidarsi oppure no di una persona di cui si fidavano di più al mondo, dopo che è stata accusata di un reato impensabile.

GIUDICARE è una delle attività più comuni tra le persone, veloce, gratuita, ci fa spesso sentire migliori di coloro sui quali esprimiamo le nostre opinioni, sembra essere automatica e non impegna necessariamente le nostre migliori attività mentali.

Quando si affronta l’argomento sulla denuncia della violenza sulle donne e della complessità giudiziaria in cui si ritrovano i personaggi, ci si aspetta un romanzo, che racconta la storia di una famiglia incestuosa, di una realtà familiare malata, chiusa in se stessa, caratterizzata da relazioni confuse, omertose, relazioni violente condivise, sottese da una sorta di patto di sangue cementato dalla dipendenza psicologica e dalla paura verso il carnefice, l’uomo, padrone indiscusso della sua donna, dei suoi figli e dei suoi familiari conviventi. E invece nulla di tutto ciò accade nel romanzo “Gente per bene” di Zoe Whittall poiché l’attenzione viene posta sui familiari del presunto criminale.

L’autrice è abilissima a trasmettere la drammaticità della situazione in cui si trovano costretti a vivere i personaggi, intercalando e allo stesso tempo metamorfosando, con grande fluidità, i punti di vista e i diversi comportamenti della famiglia Woodbury, in modo particolare quelli di Sadie.

L’autrice entra perfettamente nel mondo emotivo dei vari personaggi c’è una moglie e madre ignara del comportamento del marito, una sorella e zia che fa la parte di chi sprona ad usare la ragionevolezza in mezzo a tutto il tormento, il primo ragazzo della figlia con il quale la ragazza instaura un tenero e forte legame affettivo; una figlia in cerca di risposte alternative al filisteismo borghese, attraverso la fuga da casa, la ribellione, il sesso, la droga, fino a trovare una propria identità e rompere definitivamente il legame con il padre, Sadie si può considerare la nemesi della vittima, in quanto vittima essa stessa è l’unica a sviluppare una reale empatia con le vittime, presunte o tali, del padre; un fratello e figlio iperprotettivo che minimizza i comportamenti del padre ed infine c’è proprio lui quello che tutti considererebbero il mostro, ma che Zoe Whittall non dipinge come tale, pur mettendo a nudo, alla fine, il suo essere.

Il comportamento di George è narrato e descritto come una persona impeccabile, ciononostante la Whittall capisce quanto poco serva giudicarlo e con poche pennellate fa intravedere il suo passato. Nel non giudicare, ma nell’analizzare investe la sua ricerca Zoe Whittall, perché sa bene che giudicare non porterà nessun cambiamento, mentre comprendere e analizzare potranno dare il via a delle trasformazioni significative che permetteranno a chi legge di riflettere e condurli a dire basta alla violenza.

Il racconto, lucido, avvolgente, quasi incalzante per la progressione delle rivelazioni, è una collana di episodi, che si inanellano fino a comporre un quadro fin troppo chiaro. Tra silenzi, ritrosie, piccoli passi indietro e cunicoli di verità fortemente scavati, la Whittall getta luce su quanto accaduto alla fine.

“Gente per bene” è un romanzo sulla sofferenza e sulla capacità di farvi fronte, allo stesso tempo un diario di un’adolescente e di una famiglia nel quale, pagina dopo pagina, vengono confidati: stati d’animo, perplessità, paure e incertezze. Si presenta emotivamente molto forte, il lettore è condotto all’indagine sul confine tra l’amore e la fiducia, inoltre la narrazione descritta e fortemente visiva, da quasi l’impressione di trovarsi in un set cinematografico ponendosi a contrasto con la dimensione emotiva ed interiore dei vari personaggi i quali costantemente, durante il racconto, si pongono domande sull’evolversi del processo e su come comportarsi, ma soprattutto da quale parte schierarsi.

Tramite questi interrogativi l’autrice si rivolge al lettore conducendolo alla riflessione e sottoponendolo emotivamente alla sensazione di vivere in prima persona una totale situazione, quasi ponendo le domande: “E tu in tale circostanza, come avresti reagito? Come avresti raccolto i pezzi della tua vita andata in frantumi e continuato ad andare avanti? Ma soprattutto, come avresti difeso la persona che ami mentre lotta contro l’idea che possa essere colpevole?”

Tra le pagine di “Gente per bene” si scorge il dolore e il cambiamento della famiglia Woodbury che si trova a dover affrontare, quando l’illustre insegnante George, a suo tempo eroe della comunità di Avalon Hills, comparso su tutti i giornali e tutti i notiziari d’America dopo che ha sventato una sparatoria nell’istituto, evitando che uno sbandato sparasse alla figlia Sadie e agli altri studenti. Rappresenta un fondamento per la comunità, un esempio da seguire oltre ad essere un membro di spicco, dove tutta la vita del piccolo paese dove vive con la sua famiglia, immerso nel verde poco distante da New York ruota attorno a lui e alla sua famiglia.

L’autrice volutamente rimarca il cambiamento di tutti i personaggi in seguito all’accusa da parte di alcune ragazzine, che hanno partecipato ad una gita sulla neve organizzata dalla scuola e all’arresto di George per molestie sessuali, tranne George Woodbury che rimane costante.

La prima a porsi delle domande e a dubitare del padre è la figlia diciassettenne Sadie, al contrario il figlio Andrew, diventato avvocato e trasferitosi a New York dove lavora lo crede innocente e collabora alla sua difesa combattendo i suoi ricordi dolorosi adolescenziali e di quanto è stato difficile il suo coming out.

La moglie Joan, capo infermiera è sempre incerta sulle dichiarazioni del marito, si dimena tra terapia di gruppo e momenti di completa solitudine reagisce con rabbia al vortice che si è abbattuto sulla sua famiglia, ma ciò che le risulta più difficile è affrontare la comunità in cui vive, si sente osservata, giudicata, etichettata, vorrebbe metterli a tacere per raggiungere un po’ di pace sia per lei che per i suoi figli, ma le risulta davvero difficile poiché i media sono come degli avvoltoi pronti a spifferare ogni movimento della famiglia Woodbury. La tragica avventura di George, in carcere per diversi mesi, prima di subire il processo e degli sconvolgenti della sua famiglia diventa la trama per il nuovo romanzo di uno scrittore locale Kevin, mentre la segretaria della scuola, Dorothy, si improvvisa attivista per i diritti umani e cerca di coinvolgere Sadie per la sua causa in difesa degli uomini vessati dalle donne.

Trascorrono i giorni, le settimane e i mesi, la vicenda giudiziaria fa il suo corso affollando di pensieri e di domande i protagonisti e i lettori. A sfiancare la famiglia Woodbury è il dubbio, accresciuto dalle ombre sul passato mai chiarito di George, il quale pur avendo avuto una brillante carriera accademica a Boston, aveva chiesto alla moglie Joan di trasferirsi nuovamente in provincia, ciò naturalmente alimenta incertezze e perplessità in Joan, la quale in passato presa dalla vita coniugale, dal lavoro non prestò particolare attenzione, ma adesso che il puzzle cominciava a comporsi, queste domande richiedevano delle risposte.

Ed è proprio a questo punto che l’autrice canadese, pluri-premiata, Zoe Whittall esplora e mette nero su bianco ciò che rappresenta il tema della lealtà, della verità e il significato di felicità, di amore servendosi della lente di una tipica famiglia americana, che si trova sull’orlo del collasso e alla ricerca continua di un’alternativa a cui aggrapparsi per dare una svolta positiva alla vita e ritrovare quell’equilibrio, che è stato interrotto come un fulmine a ciel sereno.

Dal momento dell’arresto per la famiglia Woodbury iniziano le peripezie delle diffamazioni, dell’isolamento, della vergogna, della frustrazione, del senso di colpa e del non fare mai abbastanza per porre fine alla tragedia familiare e mettere a tacere l’opinione pubblica.

Con tratto sottile l’autrice ha presentato al lettore un argomento scabroso: la violenza e l’abuso sessuale, mai descritti in modo esplicito, ma non per questo non è riuscita a trasmettere al lettore la repulsione, l’aberrazione e l’abominio per tale tematica, che molto spesso irrompe come fatto di cronaca.

La scelta di un titolo per un romanzo non deve essere cosa semplice, ma l’autrice Zoe Whittall, credo, volutamente, ha scelto “Gente per bene” proprio per evidenziare e far riflettere chi legge: dietro una persona rispettabile, a modo, impeccabile con la comunità, disponibile ed amorevole con la famiglia, può esserci tutt’altra persona?  Un interrogativo che lascio a voi, miei cari lettori, leggendo il romanzo “Gente per bene” di Zoe Whittall scoprirete la colpevolezza o l’innocenza di George Woodbury. Spero di essere riuscita ad incuriosirvi e non mi resta che augurarvi buona lettura 😘

Colgo l’occasione per ringraziare Elleboro Editore per l’omaggio graditissimo e per la collaborazione intrapresa.

Sonia Dado

ZOE WHITTAL

ZOE WHITTAL è l’autrice di The Best Ten Minutes of Your Life (2001), The Emily Valentine Poems (2006), e Precordial  Thump (2008), e l’editor di Geeks, Misfits, & Outlaws (2003). Il suo romanzo d’esordio Bottle Rocket Hearts (2007) è entrato nella lista dei 100 Libri Migliori dell’Anno (Top 100 Books of the Year) del Globe and Mail e dei 10 Romanzi del Decennio Fondamentali da leggere (Reads’ Top Ten Essential Novels of the Decade) stilato dalla CBC Canada. Il suo secondo romanzo Holding Still for as Long as Possible (2009) ha vinto il Lambda Literary Award ed è stato nominato Libro d’Onore dall’Associazione delle Biblioteche Americane (American Library Association Stonewall Honor Book). Ha vinto il K.M. Hunter Artist Award for Literature nel 2016. I suoi scritti sono apparsi in numerosi giornali e riviste tra cui Walrus, Believer, Globe and Mail, National PostFashion. Ha anche lavorato come sceneggiatrice e story editor per i programmi televisivi Degrassi, Schitt’s Creek, e Baroness von Sketch Show. Nata nell’ Eastern Townships in Quebec, ha preso un Master in Fine Arts all’Università di Guelph e vive a Toronto.

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