MASSIMILIANO SCUDELETTI – “L’ULTIMO RAIS DI FAVIGNANA. AIACE ALLA SPIAGGIA”

E’ consuetudine pensare che romanzi da leggere debbano per forza essere lunghi, lunghissimi, grossi come mattoni, non è assolutamente vero, perché esistono anche romanzi brevi, racconti talmente belli, che si possono leggere in poche ore, capace di presentarsi come scritti con uno stile essenziale, ricco d’ironia fulminante e mordace. Proprio come il romanzo di Massimiliano Scudeletti “L’ultimo rais di Favignana. Aiace alla spiaggia” edito Bonfirraro, che ringrazio per il prosieguo della collaborazione e per la copia omaggio conferitami, una storia sulla scoperta della vita di Gioacchino Cataldo, scomparso il 21 luglio 2018, poche pagine per aprire e concludere questo magnifico libricino, intriso di storia, di tradizione, di mito, di saggezza legata al mare. 

“Cataldo, il primo a non aver ereditato il raissato, fu capo non per discendenza ma per merito e agì al lavoro incrociando i poteri di un re assoluto in regime di monarchia democratica. Queste pagine sono quindi – sì, il romanzo della vita di un uomo non comune – ma anche storia di una intera comunità nell’evolversi di più stagioni. Irripetibili e quindi prezioso documento”.

Gioacchino Cataldo considerato un simbolo per quanti credevano e continuano a credere che la tonnara possa continuare a vivere, un detentore di un sapere millenario, memoria e ambasciatore mediatico, inserito nel Registro Eredità Immateriali come “Tesoro umano vivente” per la sua conoscenza della tonnara, un uomo la cui storia dell’isola, Favignana, è strettamente legata. L’artista Salvatore Fiume descrisse Favignana come una farfalla, tale è il suo fascino, la bellezza del suo mare, delle sue calette, dei suoi muretti a secco, che ne delimitano le stradine colme di sciami di turisti a piedi e in bici, dei suoi agrumeti che inducono a pensare ai profumi delle zagare durante le fioriture, dei suoi cespugli di capperi e della presenza di timo, finocchietto e delle erbe aromatiche che vi crescono e che sono presenti in tutti i piatti tipici; un’isola dove il rispetto per gli altri è la tendenza di base, ancora più accentuato quando si tratta di anziani considerati una risorsa dai quali imparare e questo Gioacchino Cataldo lo sapeva bene, la percezione che la mattanza, la tonnara siano stati non solo lavoro per i favignanesi, ma storia, orgoglio, tradizione, sacrificio per i suoi predecessori.

“Il rais era monarca, ma non illuminato. Le convinzioni, i dettami più antichi avevano attecchito in lui senza essere minimamente sfiorati dal dubbio, la sua parola era legge fuori dal tempo; la sua disciplina, leggendaria. Eppure sarebbe bastato sfogliare le pagine dei giornali per accorgersi che un anno come il ‘68 non si sarebbe arrestato neppure sulla soglia della tonnara di Favignana”.

Lo stabilimento Florio di Favignana è stato attivo dal 1884 al 1982, di proprietà dei Florio fino al 1937, poi acquistato dai Parodi per poi passare ai Castiglione nel 1985, dopo la mattanza, che aveva una durata di 40 giorni circa, da aprile a giugno, veniva portato il tonno pescato per essere pulito, lavorato, inscatolato e conservato sott’olio in seguito ai controlli di qualità. Lo stabilimento Florio è il primo ad occuparsi della conservazione sott’olio, dispone di una superficie di 36 mila mq ed era l’industria di tonno più grande di tutto il Mediterraneo, disponeva di 900 operai. Gioacchino Cataldo, grazie all’autore Massimiliano Scudeletti, rivive nelle pagine del suo romanzo e con lui il perpetuarsi di una secolare tradizione, trasferendo al lettore le emozioni e le esperienze ricche di significato antropologico, catalizzando l’attenzione sui luoghi e sulle vicissitudini in mare, una narrazione che rapisce il lettore conducendolo in un ambiente magico, dalla visita irrinunciabile dove quei luoghi sembrano vivere le atmosfere del passato e chi c’è stato si sente immerso e avverte la sensazione di annusare l’odore della fatica delle persone, che vi hanno lavorato, miscelato a quello della salsedine, che giunge dalle vicinissime onde, luoghi che sicuramente impattano parecchio, emotivamente, rimanendo scolpiti nella mente, quasi come indelebili. Proprio come racconti sulla ciamola intonata che appartiene alla tradizione più antica dei pescatori di tonno. Era un canto propiziatorio attraverso il quale, tra sacro e profano, venivano chiamati in aiuto dei tonnaroti, per una pesca proficua, il Signore di tutti i Santi. L’incidere delle strofe era ritmato in modo incalzante così da aiutare il sincronismo dei pescatori da 70 a 80 unità al comando del Rais, impegnati in uno sforzo notevole nel salpare le reti, in modo sincrono, sui quattro lati, facendo in modo che i tonni iniziavano ad affiorare in quella che è conosciuta come la camera della morte. Al centro di essa vi era la muciara del Rais, che di colore nera come le altre imbarcazioni, sfidava la turbolenza delle acque, rese rosse dal sangue dei tonni già pescati, ma soprattutto i pericolosi colpi di coda di esemplari, che potevano superare i 600 chili di peso. Un metodo di pesca antico, dalle origini arabe, da cui deriva anche il nome Rais. La penna di Massimiliano Scudeletti trasmette energia stilistica nel raccontare il mistero di un uomo che negava l’accesso al proprio animo e alle proprie ragioni, mentre con un semplice gesto, sfida pacificamente la rigida società degli affari e sconvolge equilibri e aspettative; un romanzo nutrito dalla forza delle emozioni dove il ricordo emerge con un tempo che appare sospeso tra passato e presente. Come sempre il mio augurio di buona lettura, un abbraccio affettuoso 😘

Sonia Dado

MASSIMILIANO SCUDELETTI

Dopo gli studi si dedica alla realizzazione di documentari e spot televisivi prima come sceneggiatore, poi come regista.

Compiuti i cinquant’anni, decide di lasciare il mondo assicurativo per dedicarsi completamente alla cultura tradizionale cinese e alla scolarizzazione di adulti immigrati.

A febbraio 2018 pubblica il suo primo romanzo Little China Girl con protagonista Alessandro Onofri. È stato finalista al premio Tramate con noi di Rai Radio1.

Nel giugno 2019 è uscito Dove erano le isole in collaborazione con Paolo Ciampi e Arnaldo Melloni. L’ultimo rais di Favignana, Aiace alla spiaggia è il suo ultimo romanzo.

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